Centinaia di persone sono scese in piazza in Albania per protestare contro il progetto immobiliare di lusso della società Affinity Partners di Jared Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump. Le proteste, guidate da cittadini e associazioni ambientaliste, sono cominciate verso la fine di maggio, quando sono state erette delle recinzioni sormontate da filo spinato nell’area scelta per il progetto a Zvernec, nel sud dell’Albania, impedendo a residenti e turisti di accedere alla spiaggia. Recentemente, i manifestanti hanno chiesto davanti agli edifici governativi di porre fine al progetto e la protezione dell’area – che fino al 2024 godeva dello status di area protetta – dallo sviluppo edilizio, ma non sono mancati episodi di violenza da parte delle guardie di sicurezza private durante le manifestazioni.
In particolare, le manifestazioni si sono svolte di fronte al cantiere del progetto, ma anche nella capitale Tirana e un’altra protesta è prevista nei pressi di Valona il prossimo 6 giugno. I dimostranti non chiedono solo la protezione di un’importante area naturale, ma anche le dimissioni del primo ministro Edi Rama, favorevole alla costruzione del resort di lusso da parte del miliardario americano con l’intento di fare dell’Albania una destinazione turistica invidiata dagli altri paesi. Un programma che ha incontrato l’opposizione di molti cittadini albanesi, che durante le rimostranze, insieme alla bandiera nazionale, hanno mostrato uno striscione con sopra scritto «La nostra patria non è in vendita». Di fronte al cantiere del progetto si sono registrati anche episodi di violenza dovuti agli scontri tra gli attivisti e le guardie di sicurezza private a protezione del sito: alcuni filmati, infatti, mostrano le guardie aggredire un manifestante e trascinarlo lungo una strada, oltre a minacciare e lanciare sassi e altri oggetti contro gli attivisti che cercavano di rimuovere le recinzioni che delimitano il sito. Il seguito all’accaduto, sono state revocate le licenze a due società di sicurezza privata per abuso delle loro funzioni. Sono stati fermati anche quindici manifestanti, mentre il capo della polizia locale è stato rimosso per la cattiva gestione dei disordini.
L’area del potenziale progetto comprende l’isola disabitata di Sazan, nell’Adriatico, e diverse centinaia di ettari dell’area protetta di Vjosa-Narta, una delicata zona umida costiera che ospita fenicotteri, foche e siti di nidificazione delle tartarughe marine. Il piano – ancora provvisorio – è di trasformare il sito in un resort di lusso che, secondo quanto dichiarato al giornale Politico da Edi Rama, dovrebbe includere 10.000 camere d’albergo. All’inizio del 2026, Kushner ha visitato l’area con la moglie Ivanka Trump. Nel frattempo, è intervenuta nella vicenda anche la procura anticorruzione albanese SPAK che lunedì ha confermato di aver avviato un’indagine riguardo alle modifiche apportate nel 2024 allo status di area protetta del sito naturale. È proprio grazie a tali modifiche, infatti, che l’area può ora essere oggetto di sviluppo turistico. La modifica è stata oggetto di attenzione anche da parte dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), che ha votato a stragrande maggioranza a favore della Mozione 130, “Rafforzamento delle restrizioni contro le infrastrutture turistiche insostenibili”. Il governo albanese ha presentato le modifiche del 2024 come «in linea con i criteri dell’IUCN», ma in realtà contraddicono gli standard internazionali di conservazione.
Da parte sua, Kushner – insieme alla sua società Affinity Partner – non ha rilasciato dichiarazioni sulla questione. Il genero di Donald Trump – proveniente da una famiglia di ebrei ortodossi e noto per le sue posizioni sioniste e per l’influenza esercitata sul presidente degli Stati Uniti – possiede un portafoglio immobiliare separato stimatoin miliardi di dollari. Ricopre inoltre il ruolo di inviato speciale di Trump per la pace ed è coinvolto nei negoziati diplomatici su Gaza, l’Iran e la guerra in Ucraina. Il suo impero commerciale e le sue posizioni politiche hanno sollevato molti dubbi sull’imparzialità dei suoi ruoli all’interno dell’amministrazione Trump. Il suo fondo di private equity Affinity Partners, aperto dopo la fine del primo mandato del Tycoon, fa affari in tutto il mondo, grazie soprattutto a capitali del Golfo, investendo in Israele, in imprese legate ai coloni e all’esercito, ma anche nei Balcani. Già nel 2025 il fondo di Kushner ha dovuto abbandonare un vasto progetto in Serbia in seguito a controversie sorte intorno al programma immobiliare e alle indagini condotte dalle autorità anticorruzione locali. Inoltre, il genero di Trump è stato tra i primi a parlare del valore immobiliare della Striscia di Gaza, prima ancora che lo facesse l’attuale capo della Casa Bianca.
Il commercio e gli investimenti immobiliari paiono essere le stelle polari che guidano le azioni del genero di Trump influenzando anche il presidente statunitense: dall’anno della fondazione, Affinity ha raccolto più di tre miliardi di dollari, tra cui un impegno di due miliardi di dollari dal fondo sovrano dell’Arabia Saudita, che stava per normalizzare le sue relazioni con Israele prima del 7 ottobre 2023. Ora la società sta cercando di sviluppare le sue attività nel Balcani, in particolare in Albania, a dispetto di ogni regola di protezione delle aree naturali, con la complicità del governo albanese.
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