L’invasione israeliana nel sud del Libano sta entrando in una nuova fase, con un ampliamento delle attività militari verso aree strategiche. L’esercito israeliano ha comunicato di stare operando per estendere e consolidare la cosiddetta “Linea di Difesa Avanzata”, il cui nuovo confine è stato individuato con il fiume Zahrani. Le IDF si sono spinte a una distanza di circa 60 chilometri dalla capitale libanese Beirut, avanzando fino al Castello di Beaufort, catturato dalle truppe israeliane; l’avanzata di Tel Aviv si è ormai spinta ben oltre il fiume Leonte (o Litani), supportata dall’aviazione dello Stato Ebraico, che continua a prendere di mira edifici civili e siti culturali. Dopo la conquista del forte, Macron ha convocato una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU per parlare dell’invasione israeliana del Libano; gli USA nel frattempo hanno scagliato un ulteriore attacco contro la Repubblica Islamica, mentre una nuova proposta per sbloccare i negoziati sembra essere in fase di discussione.
«Stanotte, i nostri eroici combattenti hanno conquistato l’avamposto di Beaufort. Lì hanno issato con orgoglio la bandiera dello Stato di Israele e la bandiera della Brigata Golani». Così il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato la presa del Castello di Beaufort, forte che risale al Basso Medioevo situato a una settantina di chilometri da Beirut. A causa della sua collocazione, il sito rappresenta uno dei rari casi in cui una fortificazione medievale conserva un elevato valore strategico-militare: esso sorge su un’altura che controlla parte del Libano meridionale, fungendo da punto di osservazione privilegiato e avamposto di controllo per le vie di comunicazione dell’area. La sua presa, inoltre, è altamente simbolica: il forte era stato catturato da Israele nel 1982 nell’omonima Battaglia del Beaufort; le truppe israeliane ne mantennero il controllo fino al 2000, con il generale ritiro di Israele dal Libano. Lo stesso ministro della Difesa Israel Katz ha richiamato la battaglia del Beaufort e rilanciato l’avanzata in Libano.
Netanyahu ha definito la conquista di Beaufort «una tappa fondamentale, un cambiamento radicale nella politica che stiamo portando avanti»; lo Stato Ebraico, ha ricordato il primo ministro, sta operando su più fronti, in Libano, Siria e Palestina, ampliando le aree sotto il suo controllo. Nel Paese dei Cedri, l’attuale obiettivo di Israele è quello di spingersi fino al fiume Zahrani, spingendo la popolazione a nord del confine naturale. Proprio questa mattina sono arrivati nuovi ordini di evacuazione che hanno coinvolto diversi centri del Libano meridionale, alcuni dei quali, come Najjarieh, Aaddousiyyeh e Merouaniyeh, situati a ridosso del fiume. Il punto più a nord della serie di ordini che ha preceduto questi ultimi era cosstituito dalla città di Nabatiye, situata a circa 6 chilometri dallo Zahrani. Le truppe israeliane, insomma, paiono stare avanzando a ritmo sostenuto.
Intanto, continua l’assedio dei siti culturali libanesi. L’Unesco ha espresso le proprie preoccupazioni sullo stato di conservazione della Cittadella di Chama e su quella di Tiro, la prima – come lo stesso Beaufort – provvisoriamente iscritta nella Lista di protezione rafforzata per la salvaguardia dei beni culturali in caso di conflitto armato, la seconda considerata area di patrimonio culturale. L’agenzia segnala danni in entrambe le zone, e condanna gli attacchi israeliani contro i beni culturali. I siti sono stati danneggiati dai combattimenti e dai bombardamenti israeliani, che stanno prendendo di mira anche edifici e infrastrutture civili. Nella giornata di ieri, il Ministero della Salute libanese ha dichiarato che 13 membri del personale ospedaliero sono rimasti feriti in un raid aereo nei pressi dell’ospedale Hiram di Tiro che ha causato danni significativi alla struttura.
In seguito alla presa di Beaufort e all’escalation nell’invasione israeliana del Libano il Presidente francese Macron ha convocato una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, che si terrà oggi pomeriggio. In Iran, nel frattempo, continuano i negoziati per una pace, e Trump ha inviato a Teheran una proposta aggiornata e più rigorosa per sbloccare le trattative. Il presidente statunitense sostiene che le due delegazioni sarebbero sempre più vicine a un accordo, mentre le autorità iraniane confermano di stare continuando a scambiare messaggi con gli USA, senza tuttavia rilasciare commenti sulle dichiarazioni di Trump. Intanto, l’esercito statunitense ha lanciato un attacco su siti radar e postazioni di droni iraniani nella città di Goruk e sull’isola di Qeshm, mentre il Kuwait ha affermato di essere stato preso di mira in un attacco con droni.
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