Le comunità energetiche non servono soltanto a condividere l’elettricità già prodotta, ma possono creare le condizioni economiche per installare nuovi impianti fotovoltaici. È uno dei principali risultati dello studio “Energy communities foster solar energy diffusion and distributive justice: Insights from a System Dynamics transition model”, pubblicato su Energy Research & Social Science da Matteo Palucci, Jalomi Maayan Tardif, Vasco Medici e Giovanni Sansavini, ricercatori della University of Applied Sciences and Arts of Southern Switzerland (SUPSI) e dell’ETH Zurigo.
I ricercatori hanno sviluppato un modello System Dynamics del settore residenziale svizzero fino al 2050, incorporando dati sugli edifici, differenze normative tra i 26 cantoni, prezzi dell’elettricità, incentivi e diffusione congiunta di fotovoltaico e pompe di calore. Gli scenari non costituiscono quindi previsioni, ma simulazioni di possibili traiettorie del sistema energetico.
Il risultato più evidente riguarda gli edifici plurifamiliari. Confrontando uno scenario senza comunità energetiche con quello che consente la loro formazione, il modello restituisce entro il 2050 circa 26.000 installazioni fotovoltaiche aggiuntive e 650 MW di potenza in più in questa categoria. A questi si aggiungerebbe un effetto indiretto sulle abitazioni mono e bifamiliari, pari a circa 11.000 ulteriori impianti e 140 MW, attribuito anche all’effetto di imitazione tra vicini.
Il meccanismo è soprattutto economico. Negli immobili in affitto, il proprietario sostiene l’investimento FV mentre l’inquilino beneficia dell’energia autoconsumata, il classico problema degli split incentive. Le CER consentono invece al proprietario di valorizzare l’elettricità prodotta vendendola agli occupanti dell’edificio. Nel modello svizzero, il prezzo interno è limitato all’80% della tariffa elettrica retail. In questo modo diventano economicamente interessanti anche installazioni su edifici in locazione, spesso più grandi e quindi capaci di ospitare impianti FV di maggiore potenza.
Nello scenario basato sulle politiche attuali, la capacità fotovoltaica complessiva sui tetti residenziali svizzeri arriverebbe a circa 12 GW entro il 2050. Gli autori rilevano inoltre una forte relazione tra fotovoltaico e pompe di calore: in tutti i cantoni analizzati, gli edifici dotati di una pompa di calore presentano una probabilità maggiore di installare anche fotovoltaico.
Un ulteriore passo è rappresentato dalle comunità energetiche virtuali (VEC), introdotte in Svizzera dal 2025, che permettono di collegare anche edifici adiacenti senza un unico punto di prelievo fisico. Nel modello, le VEC aumentano ulteriormente l’accesso alla generazione distribuita e, con gli incentivi attuali, portano a una maggiore capacità fotovoltaica complessiva rispetto alle CER tradizionali.
Gli autori segnalano però un possibile effetto di saturazione: incentivi molto elevati combinati con le VEC possono ridurre la convenienza a installare un impianto individuale per chi può già accedere all’energia fotovoltaica condivisa. La conclusione è quindi che le CER possono essere un acceleratore della nuova capacità fotovoltaica, ma il risultato dipende dal disegno congiunto di regolazione, incentivi e modelli di condivisione.
3 weeks ago
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