“Cosa sarà finanziato con lo sblocco di 14 miliardi per l’energia?”. Era questa la domanda cui ha provato a dare una risposta QualEnergia.it a luglio, appena i leader della maggioranza di Governo hanno deciso di attivare la clausola di salvaguardia nazionale sul Patto di stabilità per investire nell’energia.
Oggi, 5 agosto, arriva qualche indicazione in più dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, che ha reso un’informativa alla Camera alla quale è seguita l’approvazione di una risoluzione di maggioranza riformulata.
La clausola Nec, dall’acronimo inglese “National escape clause”, è uno spazio di flessibilità fiscale per gli investimenti straordinari nell’energia, concesso nell’ambito delle deroghe al Patto di stabilità già previste per la difesa.
Il via libera agli Stati membri per avvalersi di questo strumento è arrivato a giugno da parte della Commissione europea, che ha però vincolato la deroga al finanziamento della sicurezza energetica e della transizione, escludendo misure di sostegno generalizzato ai consumi o ai combustibili fossili.
Giorgetti ha spiegato oggi che il Governo intende preventivamente coinvolgere il Parlamento e poi avviare interlocuzioni con Bruxelles per la presentazione di un piano che preveda, nel triennio 2026-2028 coperto dalla Nec, un incremento complessivo della spesa per gli interventi connessi alla sicurezza energetica pari a circa lo 0,6% del Pil; 0,9% nel caso del settore sicurezza-difesa.
A ciò dovrebbero corrispondere fondi per circa 14 miliardi di euro, sotto forma di nuovo debito pubblico.
“Sulla base delle esigenze indicate dal Parlamento e dai ministeri competenti, saranno avviate le attività istruttorie con la Commissione europea per la definizione degli interventi in materia di sicurezza energetica, che potranno interessare famiglie, attività produttive, infrastrutture energetiche, di trasporto e, più in generale, il settore pubblico”, sottolinea il titolare del Mef.
Le proposte di Ecco Climate
Le opportunità che si potrebbero innescare con la clausola di salvaguardia nazionale nell’energia sono state analizzate anche da Ecco Climate, che ha diffuso oggi un documento di proposte (in basso).
Tra queste figurano:
- extra dotazione del Conto Termico 3.0;
- rafforzamento dell’Ecobonus per riportare attrattività sull’efficienza energetica;
- ampliamento delle risorse destinate al Piano Casa per l’edilizia residenziale pubblica;
- sviluppo di un piano per l’efficienza energetica nell’edilizia residenziale privata dei quartieri periferici urbani e finanziamento di casi pilota;
- incentivazione dell’elettrificazione industriale;
- sostegno alla domanda pubblica e privata di mezzi elettrici e allo sviluppo della rete di ricarica.
Il Piano sociale per il clima
Gli interventi attivati con la clausola di salvaguardia nazionale, secondo quanto riferito alla Camera dal ministro Giorgetti, saranno coordinati con quelli previsti dal Piano sociale per il clima, che il Consiglio dei ministri ha approvato nella seduta del 4 agosto.
Questo piano “è volto ad attenuare gli impatti socio-economici derivanti dall’estensione del sistema di scambio di quote di emissione ai carburanti impiegati negli usi edilizi e nei trasporti – si legge in una nota del Cdm – con misure a sostegno delle famiglie, delle microimprese e degli utenti dei trasporti vulnerabili, e si articola nei settori dell’edilizia, dei trasporti, del sostegno diretto al reddito e dell’assistenza tecnica”.
A fine giugno alcune associazioni ambientaliste invocavano una celere approvazione del documento, sottolineando come fosse passato un anno da quando l’Italia avrebbe dovuto trasmetterlo a Bruxelles in versione definitiva.
Al momento è noto che il piano vale 9,3 miliardi di euro destinati a quattro assi di spesa principali:
- 3,2 miliardi di euro alla riqualificazione energetica degli edifici di proprietà pubblica (Erp) in classe F e G e a quelli di proprietà delle microimprese;
- 1,375 mld € destinati all’ampliamento del bonus sociale gas plus;
- 3,105 mld € per lo sviluppo dei servizi di mobilità pubblica e hub di prossimità nelle aree svantaggiate;
- 1,74 mld € alla misura “Il mio conto mobilità”, con portafogli digitali per il trasporto pubblico.
L’ultima Legge di Bilancio definisce il quadro attuativo del Piano stabilendo che le relative risorse possono essere utilizzate per le finalità previste:
- dai commi 282 e 283 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2023, n. 213, in materia di contrasto al disagio abitativo;
- dal comma 402 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2024, n. 207, sul Piano casa Italia;
- dai commi da 613 a 615 dell’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, per le iniziative rientranti nell’ambito del Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile;
- per interventi in materia di povertà energetica per le famiglie vulnerabili.
Il Cdm su qualità dell’aria e Ddl delegazione Ue
Restando infine sui provvedimenti approvati in Consiglio dei ministri ieri, 4 agosto, da segnalare il via libera dato al disegno di legge 2026 per la delegazione Ue.
Si tratta di un provvedimento che consente di adeguare l’ordinamento nazionale a venti direttive e sette regolamenti europei.
Gli interventi, spiega la nota del Cdm, riguardano la tutela dei consumatori, la salute e la resilienza del suolo, la sostenibilità e la competitività delle imprese, la protezione delle vittime di reato, il contrasto alla commercializzazione di prodotti realizzati con il lavoro forzato e la gestione delle emergenze nel mercato interno. Sono inoltre previste misure in materia di sicurezza dei prodotti, servizi digitali, intelligenza artificiale, mercati finanziari e tutela ambientale.
Infine, il Cdm ha approvato anche un decreto legislativo di attuazione della direttiva Ue 2024/2881 “qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa”.
Sono previsti limiti più stringenti per i principali inquinanti atmosferici sulla base delle indicazioni Oms, tra cui PM2,5, PM10, biossido di azoto e biossido di zolfo.
Vengono inoltre rafforzati il monitoraggio, la qualità dei dati raccolti e l’impiego di strumenti di valutazione in grado di offrire una rappresentazione più completa delle condizioni dell’aria sull’intero territorio.
Infine, nuovi strumenti di programmazione, tra cui le tabelle di marcia per il raggiungimento dei valori previsti a partire dal 2030, mentre i piani per la qualità dell’aria locali dovranno essere adottati entro termini definiti e contenere le misure necessarie a conseguire il rispetto dei valori limite nel più breve tempo possibile.
Tra le misure previste anche il rafforzamento degli obblighi di informazione al pubblico, con la diffusione di dati chiari, tempestivi e comprensibili sulla qualità dell’aria, sui superamenti dei limiti, sui rischi per la salute e sui comportamenti utili a ridurre l’esposizione.
The post Clausola salvaguardia energia: misure per famiglie, imprese e infrastrutture first appeared on QualEnergia.it.
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