đź”´ Da oggi, tornano le nuove inchieste Dataroom di Milena Gabanelli e della sua redazione.
L’utilizzo dell’AI in ambito medico è tra i più avanzati per complessità e impatto tecnologico, ma anche se la chiamiamo “intelligente” è pur sempre un software senza capacità di discernimento, e se la richiesta è ben indirizzata può anche inventarsi risposte di sana pianta.
Allora la domanda è: cosa può succedere se il ricercatore ha scopi fraudolenti, e dalle risposte di Chatgpt, di Gemini o di Claude dipendesse la nostra salute?
I ricercatori sono motivati a pubblicare il maggior numero di articoli scientifici per ambizione, carriera, accesso ai finanziamenti. Chi lavora per aziende farmaceutiche può essere tentato di usare l’AI per inventare dati sul trial clinico che dimostri che un farmaco è più efficace di un altro. E mentre questi rischi cominciano a manifestarsi nelle ricerche, si affaccia anche il pericolo che i riferimenti falsi generati dall’AI influenzino le linee guida di pratica clinica che indicano ai medici come trattare i pazienti.
1 month ago
129


