Oltre 200 milioni di euro restano sul tavolo: il bando per il fotovoltaico e il termo-fotovoltaico in autoconsumo nelle imprese del Sud ha chiuso con 566 domande validamente trasmesse e richieste di agevolazione per 59,1 milioni di euro, a fronte di una dotazione complessiva di 262 milioni.
Lo dice il decreto direttoriale Mase n. 239 dell’8 luglio 2026, che approva l’elenco dell’ordine di accesso all’istruttoria (pdf in basso).
Le richieste coprono circa il 22,6% delle risorse disponibili. Dunque, non ci saranno domande escluse per esaurimento fondi e l’ammissione al contributo dipenderà solo dalle verifiche su requisiti, documenti, spese ammissibili e importo concedibile.
La risposta è rimasta bassa nonostante la proroga dei termini, con lo sportello, aperto il 3 dicembre 2025, che avrebbe dovuto chiudere il 3 marzo 2026 e una scadenza poi spostata al 3 luglio per consentire una maggiore partecipazione e favorire la completa allocazione delle risorse programmate.
Proroga decisiva, tanti piccoli e qualche grande
Uno sguardo alla lista conferma anche quanto la proroga sia stata decisiva, almeno per aumentare il numero delle istanze: l’88% delle domande è stato trasmesso dopo il 3 marzo, con lo slittamento al 3 luglio. La corsa si è concentrata soprattutto alla fine: 242 domande, circa il 43% del totale, risultano inviate tra il 2 luglio e la mattina del 3 luglio.
Sono circa 152,5 milioni gli investimenti indicati in domanda, a fronte, come detto, di 59,1 milioni di agevolazioni richieste, cioè il 39% dei costi.
L’elenco conferma la prevalenza di interventi medio-piccoli; la media è di 269mila € a domanda, ma è alzata da pochi interventi molto grandi: metà dei progetti resta sotto 111mila euro e tre quarti sotto 245mila.
Tra i progetti di taglia maggiore spiccano MI.LO. srl, con 30,02 milioni di euro di costo indicato in domanda, Pastificio Guido Ferrara, con 2,23 milioni e Amiu, con oltre 2 milioni.
C’è anche 3Sun di Enel con un progetto da 1,66 milioni, che, immaginiamo, godrà della maggiorazione che la misura concede agli investimenti fatti con moduli dell’azienda stessa.
Nell’elenco compaiono anche nomi industriali riconoscibili come Mapei, Colacem e Getra Power, con progetti rispettivamente da 1,37, 1,01 e 1,19 milioni, oltre a imprese dell’alimentare come Di Leo Pietro e Riso della Sardegna e dei trasporti come Sita Sud.
I fondi che restano
Il bando, ricordiamo, non è in ambito Pnrr, ma rientra nel Pn Ric 2021-2027, Programma nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale, nell’ambito della politica di coesione.
Questo lascia, almeno in teoria, più margine per gestire le risorse non assorbite rispetto alle misure con scadenze Pnrr, anche se il decreto dell’8 luglio non dice cosa accadrà ai circa 203 milioni non richiesti.
La graduatoria, o più precisamente l’elenco dell’ordine di accesso alla fase istruttoria, è stata costruita sulla base dei punteggi previsti dall’avviso. Il massimo è di 65 punti: 45 legati alle caratteristiche del soggetto proponente e 20 alla proposta progettuale, per la quale conta la quota Fer sui prelievi ex ante.
In caso di parità prevarrebbero prima l’ordine cronologico di presentazione della domanda e poi il progetto con il minor costo indicato.
Proprio perché le risorse bastano per istruire tutte le istanze, il Gse ha proposto di saltare la verifica preliminare che avrebbe potuto portare a ridefinire l’ordine dell’elenco e di passare direttamente ai controlli su completezza della domanda, requisiti di ammissibilità, spese ammissibili e verifiche antimafia, dove necessarie.
La misura
La misura finanzia la realizzazione o il potenziamento di impianti fotovoltaici e termo-fotovoltaici in autoconsumo, da 10 kW a 1 MW, con eventuale storage elettrochimico dietro il contatore.
Gli interventi devono riguardare una sola unità produttiva, nella disponibilità dell’impresa e titolare del punto di prelievo, in aree industriali, produttive o artigianali di Comuni sopra i 5mila abitanti in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia.
Gli impianti possono essere installati su edifici esistenti o coperture pertinenziali, anche nuove; sono ammessi i potenziamenti, non i rifacimenti.
L’accumulo è finanziabile solo se abbinato all’impianto e deve assorbire almeno il 75% dell’energia dalla fonti rinnovabile collegata.
I progetti devono partire dopo la domanda e concludersi entro 18 mesi dal provvedimento di ammissione.
Il contributo in conto impianti è il seguente:
- Fotovoltaico: al 38% delle spese ammissibili per le grandi imprese, al 48% per le medie e al 58% per le piccole
- Termo-fotovoltaico: al 43% per le grandi imprese, 53% per le media e 63% per le piccole.
- Accumuli: al 28%, 38% e 48%.
Sono previste maggiorazioni: 5 punti per moduli del Registro tecnologie FV Enea in categoria B o C (di fatto quelli prodotti al momento dalla sola Enel 3Sun, che, come visto, sarà anche tra i beneficiari della misura), 2 punti per la categoria A e altri 2 per imprese con sistema ISO 50001.
L’energia prodotta deve essere destinata all’autoconsumo. L’elettricità eccedentaria non accumulata va ceduta gratuitamente al Gse per 20 anni e il controvalore alimenta il Fondo nazionale reddito energetico.
- Il decreto con le richieste (pdf)
- Il bando (pdf)
1 month ago
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