La “Relazione sull’attività della commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale Via – Vas”, riferita al periodo 25 luglio 2024 – 30 giugno 2026, è stata da poco inviata al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (il testo è disponibile in basso).
Sul piano generale si contano 1.187 pareri resi, con una media di due per ogni giorno feriale, a cui corrisponde il 94,6% di esiti positivi per la valutazione d’impatto ambientale (Via) e circa 35 miliardi di euro per valore cumulato delle opere esaminate.
Uno spazio di rilievo, si legge nella relazione, è stato dedicato al settore energetico.
Ad esempio, “la commissione è competente sulle fonti rinnovabili più promettenti, poiché i grandi impianti fotovoltaici a terra ubicati in aree idonee rientrano nel suo ambito e sono assoggettati alla procedura snella della verifica di assoggettabilità a Via”.
Su quest’ultimo iter il documento sottolinea un certo dinamismo che “in tempi particolarmente rapidi”, cioè da gennaio 2025 a giugno 2026, ha escluso la Via per 611 MW di potenza, di cui 177 MW negli ultimi undici mesi, “con un ritmo che promette di superare ogni record precedente” (per gli iter dei progetti che sono invece sottoposti a Via si rimanda alla rubrica mensile di QualEnergia.it sulle valutazioni ambientali).
Venendo ad alcuni elementi di dettaglio si scopre che, nell’ambito della sola Via, a livello di commissione e sottocommissione la maggior parte delle istruttorie ha riguardato, nell’ordine: ferrovie, porti (protagonisti anche con progetti di elettrificazione), impianti eolici a terra, strade, elettrodotti, gasdotti e oleodotti (si veda grafico seguente tratto dalla relazione).
Le istruttorie per la valutazione ambientale strategica (Vas) concluse nel biennio sono invece 25, molte meno della Via perché a questo livello si esaminano programmazioni strategiche più complesse e non singoli progetti infrastrutturali, ad esempio per quanto riguarda le zone di accelerazione definite dalle Regioni.
Al primo posto per pratiche espletate di Vas c’è sempre l’ambito portuale, seguito dal macro settore dell’energia e dall’acqua.
Passando al lavoro ancora da fare, in sottocommissione Via sono presenti 283 procedure in corso di espletamento, in cui eolico onshore, fotovoltaico e idroelettrico coprono circa venti istruttorie.
Sono nove, invece, le pratiche in corso per la Vas, quasi esclusivamente per il settore acqua.
In ambito Vas la commissione ricorda la competenza anche per il piano di sviluppo Terna, il Piano di ripristino della natura, il Pniec e la Carta nazionale delle aree idonee per la localizzazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e del relativo parco tecnologico.
“Per ciascuno di questi strumenti – si legge nella relazione – la valutazione ambientale strategica condotta dalla commissione costituisce una sede di verifica indispensabile della sostenibilità delle scelte pianificatorie, a monte dei singoli progetti attuativi”.
La commissione Via-Vas è presieduta da Germana Panzironi, mentre i coordinatori delle sottocommissioni Via e Vas sono Paola Brambilla e Alessandro Bolis.
La dotazione organica a regime è di settanta componenti, anche se il totale delle nomine è stato raggiunto solo alla fine del 2024, per poi scendere a 69 a causa del susseguirsi di dimissioni e integrazioni.
Questo organo permanente di valutazione si distingue dalla commissione Pnrr-Pniec, che fa sempre capo al Mase, ma valuta con istruttorie più veloci solo progetti che concorrono a raggiungere gli obiettivi del Piano di ripresa e resilienza e del Piano energia-clima.
La viceministra al Mase, Vannia Gava, commenta: “Dalle ferrovie ai porti, dalle strade agli elettrodotti, dalle rinnovabili ai data center, la commissione Via-Vas accompagna le grandi trasformazioni infrastrutturali ed energetiche del Paese, con istruttorie rigorose e una rinnovata capacità di dialogo con proponenti e territori”.
Nel prossimo futuro “l’obiettivo è proseguire sulla strada delle semplificazioni, rendendo le procedure più efficienti e certe, senza arretrare sulla tutela dell’ambiente. Perché sviluppo e protezione del territorio possono e devono procedere insieme”.
Italia “modello” per l’Europa per le valutazioni ambientali
Le conclusioni della relazione biennale danno uno spunto anche per il lavoro in sede europea.
Nel documento si cita il dibattito in corso sulla revisione della disciplina di Via, orientato a obiettivi di semplificazione procedurale, riduzione dei tempi e maggiore digitalizzazione degli strumenti valutativi.
“L’esperienza maturata dalla commissione italiana, in termini di volumi trattati e di velocità procedurale, costituisce un patrimonio di prassi che può utilmente contribuire, nelle sedi opportune, a quel confronto, ponendo l’Italia in una posizione di interlocutore avanzato, piuttosto che meramente recettivo, rispetto alle future indicazioni eurounitarie”.
Per quanto riguarda il lavoro del prossimo futuro, la commissione Via-Vas intende puntare fortemente sulla digitalizzazione di tutti i suoi processi e atti, costruendo così “un patrimonio conoscitivo di crescente valore strategico: i dati raccolti su valore delle opere, potenza installata, esiti istruttori e prescrizioni di mitigazione e compensazione costituiscono una base informativa che, se opportunamente sistematizzata e resa disponibile in forma digitale, potrà supportare una valutazione sempre più accurata degli impatti cumulativi, orientare le istruttorie future verso standard di maggiore uniformità e prevedibilità, alimentando in modo strutturato le stesse verifiche di ottemperanza, la verifica climatica e il monitoraggio del ripristino ecologico, la cui efficacia dipende in larga misura dalla disponibilità di serie storiche comparabili nel tempo”.
- La relazione biennale (pdf)
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