In commissione Pnrr-Pniec soffia il vento dell’eolico

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Tra il 1° gennaio e il 31 agosto 2026 l’attività della Commissione Pnrr-Pniec ha registrato un incremento significativo, come si evince dal report di attività trasmesso al Mase, che QualEnergia.it ha visionato in una versione di sintesi.

A fare da booster per questa crescita ci sono le energie rinnovabili, soprattutto nel caso dei pareri resi nel settore eolico onshore e offshore che mostrano il maggior tasso di incremento rispetto al medesimo periodo del 2025 (+170%).

Complessivamente, la potenza delle opere Fer valutate in otto mesi supera i 19 GW.

Allargando lo sguardo a tutte le categorie di progetti sottoposti alla Commissione, il valore complessivo delle opere valutate tra gennaio e agosto è di circa 36 miliardi di euro (+42% sul 2025), per un totale di 481 pareri resi; erano 295 nello stesso periodo del 2025, 167 nel 2024 e 100 nel 2023.

La previsione fatta nel report è che in tutto il 2026 si superino le 500 procedure complessive.

Fin dal 2023 le procedure di Via/Pua (Valutazione di impatto ambientale e Provvedimento unico in materia ambientale) hanno sempre rappresentato la quasi totalità dell’attività svolta.

Considerando sempre il periodo gennaio-agosto di quest’anno, la maggior parte delle Via/Pua ha riguardato l’agrivoltaico (192 pareri, +16,36% rispetto al 2025); a seguire eolico a terra (81 pareri, +170%), fotovoltaico (47 pareri, +62%), eolico offshore (6 pareri contro zero nel 2025).

Un altro aspetto sottolineato dalla commissione è che al 28 gennaio 2026, giorno di insediamento della presidente Luisa Mosna, risultavano in attesa di valutazione presso la commissione Pnrr-Pniec 1.483 procedimenti.

Al 31 agosto 2026 questa coda si è ridotta a 851 opere in attesa di valutazione, a cui si aggiungono 317 istruttorie in lavorazione, per un totale di 1.168 opere/procedure in corso.

L’attuale assetto organizzativo prevede undici gruppi istruttori che hanno raggiunto una media di 8,88 pareri per commissario, a fronte di 5,15 del 2025, ma ciò non basta.

La Commissione, come si legge nel documento inviato al Mase, richiede infatti il rafforzamento dell’organico, la conferma dei commissari in scadenza e l’aggiornamento del sistema dei compensi (si veda anche Il grido d’allarme della commissione tecnica Pnrr-Pniec).

A tal proposito, gli ultimi provvedimenti ministeriali sul sito web del Mase relativi alla Commissione sono quattro, pubblicati tra giugno e luglio e riguardano tre nuove nomine di componenti e cinque rinnovi. Attualmente i membri effettivi sono comunque cinquanta su settanta previsti.

La viceministra Vannia Gava ha espresso un ringraziamento alla “presidente Luisa Mosna e a tutta la Commissione tecnica Pnrr-Pniec per l’importante lavoro svolto in questi primi otto mesi del 2026. I numeri dimostrano come organizzazione e semplificazione stiano dando nuovo impulso agli investimenti, garantendo al tempo stesso rigore nelle valutazioni e tutela dell’ambiente. Il nostro obiettivo è trasformare rapidamente i progetti in opere concrete e sostenibili per i territori e il Paese”.

La Commissione Pnrr-Pniec, si ricorda, valuta progetti che concorrono a raggiungere gli obiettivi del Piano di ripresa e resilienza e del Piano energia-clima. Un’attività diversa da quella svolta dalla commissione Via-Vas, che a inizio settembre ha inviato al Mase la sua relazione sull’attività 25 luglio 2024 – 30 giugno 2026.

Qui di seguito i principali risultati conseguiti:

  • 1.187 pareri resi, con il 94,6% di esiti positivi per la sola Via;
  • circa 35 miliardi di euro per valore cumulato delle opere esaminate;
  • verifiche di assoggettabilità a Via concluse con esclusioni dalla Via per 611 MW di rinnovabili (in questo caso da gennaio 2025 a giugno 2026).
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