La capacità produttiva occidentale di inverter fotovoltaici sarebbe già sufficiente a soddisfare la domanda annuale di nuove installazioni dell’Unione europea. È quanto sostiene l’European Solar Manufacturing Council (ESMC) in una nota basata su dati di S&P Global Energy e su un’indagine realizzata dall’associazione tra sei produttori occidentali di inverter.
La pubblicazione arriva circa tre mesi dopo la decisione della Commissione europea di sospendere i finanziamenti destinati agli impianti solari che utilizzano inverter provenienti da Paesi considerati ad alto rischio. La misura coinvolge anche i produttori cinesi, che oggi detengono una posizione dominante nel mercato europeo degli inverter.
ESMC ha quindi deciso di diffondere nuovi dati con l’obiettivo di dimostrare che i produttori occidentali dispongono già della capacità industriale necessaria per sostenere la domanda europea anche in uno scenario di progressiva sostituzione dei fornitori cinesi.
Secondo quanto riportato da ESMC, la capacità produttiva europea di inverter si attesta a circa 104 GWac. A questa si aggiungerebbero oltre 120 GWac di capacità produttiva disponibile nelle Americhe e nella regione Asia-Pacifico, escludendo la Repubblica Popolare Cinese.
La capacità produttiva europea disponibile per servire il mercato continentale supererebbe invece i 53 GWac, un livello comparabile con il volume annuale delle nuove installazioni fotovoltaiche nell’UE assunto da ESMC come riferimento per il 2025. “La disponibilità di prodotto non è il collo di bottiglia. La possibilità di sostituire i fornitori ad alto rischio esiste già oggi”, ha dichiarato Christoph Podewils, segretario generale di ESMC.
ESMC ha inoltre analizzato la presenza commerciale e tecnica di sei produttori occidentali in otto mercati dell’Europa orientale. Secondo l’indagine, le aziende considerate dispongono complessivamente di una base installata di circa 14 GW, sviluppata a partire indicativamente dal 2010.
Il comunicato indica inoltre la presenza di circa 330 addetti alle vendite e all’assistenza, attivi localmente oppure dedicati al supporto da remoto. Secondo ESMC, i produttori coinvolti sarebbero in grado di aumentare in maniera significativa vendite e attività di supporto nell’arco di circa sei mesi. “La presenza di questi operatori non nasce dall’attuale dibattito regolatorio”, osserva in sostanza l’associazione, sottolineando che le aziende oggetto dell’indagine operano in diversi mercati dell’Europa orientale da quasi quindici anni.
La Polonia rappresenta il principale mercato tra quelli analizzati: tutti e sei i produttori coinvolti nell’indagine sono presenti nel Paese, dove dispongono di una base installata complessiva di 4.430 MW e di circa 74 addetti dedicati.
Seguono l’Ungheria con 1.831 MW, la Repubblica Ceca con 1.468 MW, la Romania con 1.147 MW, la Bulgaria con 810 MW e la Slovacchia con 364 MW di inverter installati dai produttori considerati nell’analisi.
ESMC precisa che nell’Europa orientale sono presenti anche altri fornitori occidentali non inclusi nell’indagine e che, di conseguenza, i dati forniti rappresenterebbero una stima prudenziale della presenza complessiva.
Il nodo della sostituzione dei fornitori riguarda anche i costi. Citando un’analisi di Wood Mackenzie, il comunicato ESMC stima che la scelta di un inverter occidentale possa determinare un incremento di circa il 2% del costo complessivo di un progetto fotovoltaico utility scale o commerciale.
Nel segmento residenziale, per gli inverter di stringa, l’incremento indicato sale invece al 3-4%.
Secondo ESMC, inoltre, i prezzi nei mercati dell’Europa orientale sarebbero sostanzialmente allineati a quelli osservati in Germania e Spagna. L’associazione esclude quindi l’esistenza di uno svantaggio strutturale di costo per l’acquisto di inverter occidentali nei Paesi dell’Est europeo.
“L’inverter è il cervello di ogni impianto fotovoltaico. Chi controlla il cervello controlla la rete”, ha aggiunto Podewils. “Il dibattito sulla capacità dell’Europa di emanciparsi dagli inverter ad alto rischio è risolto: la capacità produttiva esiste, i produttori sono presenti e nell’Europa orientale operano da quindici anni”.
L’European Solar Manufacturing Council rappresenta circa 70 aziende e organizzazioni di ricerca attive lungo la catena del valore dell’industria solare. L’associazione sostiene lo sviluppo della produzione europea nei segmenti dei macchinari, materiali, wafer, celle, moduli, inverter, sistemi di accumulo e altri componenti elettronici per il fotovoltaico.
1 week ago
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