[ITALIA] Le prospettive che attendono i lavoratori combattivi questo autunno. A Pavia, tre lavoratrici Sigma in sciopero aggredite dalla polizia

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Riceviamo e pubblichiamo dalle compagne del Comitato 23 settembre questo contributo, già disponibile sulla loro pagina (vedi qui):

QUESTE LE PROSPETTIVE CHE ATTENDONO

LAVORATRICI E LAVORATORI COMBATTIVI

IL PROSSIMO AUTUNNO!

Ieri al magazzino Sigma di Siziano in provincia di Pavia, dopo vari tentativi di sgombero da parte delle forze dell’ordine, si è concluso lo sciopero iniziato il giorno prima di lavoratrici e lavoratori del S.I. COBAS con L’AGGRESSIONE POLIZIESCA A TRE DONNE, tra cui la coordinatrice del S.I Cobas di Pavia e una compagna solidale incinta, che sono state trascinate via con la forza in malo modo e hanno dovuto ricorrere alle cure in pronto soccorso.

La tenacia e la resistenza per lunghe ore di tutti ha fatto sì che si arrivasse al reintegro del lavoratore licenziato immotivatamente, al congelamento per sei mesi delle lettere disciplinari e alla rimessa in discussione del cambio della durata della settimana lavorativa da 5 a 6 giorni, non concordata con il S.I. COBAS ma solo con un’altra sigla presente nel magazzino.

Quello di ieri è un copione già visto in moltissime lotte di questo sindacato, lotte in cui le lavoratrici sono state sempre in prima fila.

Dopo trattative infruttuose per difendere i propri diritti, i lavoratori sono costretti ad usare l’unica arma efficace contro l’arroganza del padrone, colpendolo nei suoi interessi materiali col blocco dei cancelli e lo sciopero.

Lo sciopero non è un’arma che lavoratici e lavoratori mettono mai in campo a cuor leggero!!Giornate di salario perse,condizioni pesanti e rischi della propria incolumità lo testimoniano a sufficienza.

Il ricorso alla lotta è motivato dalla necessità assoluta di difendere il posto di lavoro e le condizioni in cui esso si svolge quotidianamente.

Una lotta che è in difesa di ogni compagna/o di lavoro ma soprattutto della dignità di tutti, una lotta messa in campo nonostante l’intervento sistematico della polizia di stato, che non usa certo i guanti bianchi!

Dalla pandemia in poi, continuano ad appesantirsi le condizioni di uomini e donne, in particolare delle immigrate, che vivono del proprio lavoro… quando sono fortunate.

Per esse è sempre più presente il rischio di lavori precari o della disoccupazione.

I salari, mai così bassi da decenni, mettono in discussione non solo la loro autonomia ma la stessa sopravvivenza!

Nei programmi elettorali la fuffa propagandata su sanità e servizi nasconde l’appello a stringerci tutti attorno ad uno Stato che era già in guerra contro le lavoratrici e i lavoratori prima che questa guerra fosse dichiarata in Ucraina.

Ma ci dicono di più: che i proletari in generale devono chinare la testa e le donne proletarie devono fare più figli e essere gli unici pilastri della famiglia perché su salari e servizi, già molto carenti, i futuri governi non “potranno”investire!

Questa nostra nota, su uno dei tanti scioperi che vedono protagonisti lavoratori e lavoratrici con un impegno che in futuro sarà ancora più gravoso, vuole rendere loro merito e sottolineare l’importanza delle lotte sindacali, politiche e sociali che ancora di più nei prossimi mesi ci dovranno vedere protagoniste in tutti i settori.

Comitato 23 settembre

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