[ITALIA] Mozione finale dell’assemblea nazionale di Bologna verso lo sciopero dell’11 ottobre

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Mozione finale

dell’assemblea nazionale di Bologna

verso lo sciopero dell’11 ottobre

L’assemblea nazionale svoltasi il 19 settembre alla sala Dumbo di Bologna rilancia le ragioni dello sciopero generale unitario del sindacalismo di base del prossimo 11 ottobre e pone con forza la necessità di un percorso realmente ricompositivo, che a partire dal protagonismo delle lotte e dei lavoratori dia vita ad un ampio movimento di opposizione di classe al governo Draghi e alle sue politiche di macelleria sociale.

Per questi motivi, riteniamo di fondamentale importanza rafforzare quei percorsi che all’indomani dell’esplosione della crisi pandemica hanno saputo porre all’ordine del giorno la costruzione dell’unità delle lotte al di là dalle sigle sindacali di appartenenza: su tutte l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori combattivi.

Se l’11 ottobre saremo capaci di bloccare davvero alcuni gangli vitali dell’economia capitalistica, questa data potrà oggettivamente costituire uno spartiacque nella storia recente del sindacalismo di classe e combattivo.

Lo sblocco dei licenziamenti, che in due mesi ha già lasciato sul campo migliaia di posti di lavoro (che sono andati ad aggiungersi alle centinaia di migliaia di precari finiti per strada nei mesi passati) ci impone una risposta non solo organizzata, ma anche e soprattutto coordinata su scala quantomeno nazionale e in prospettiva, europea.

La costruzione di una rete di collegamento delle realtà in lotta contro i licenziamenti è una necessità non più rinviabile: l’ottima riuscita della manifestazione di sabato scorso a sostegno dei licenziati GKN può costituire un punto di reale ripartenza, a condizione che i lavoratori sappiano individuare chiaramente qual’è la loro
controparte: non solo i padroni ed il governo ma anche quei vertici sindacali confederali che firmando lo sblocco dei licenziamenti sono pienamente corresponsabili di quanto sta accadendo.

Per questo riteniamo neccessaria, qui ed ora, la costruzione di una manifestazione nazionale a Roma che veda insieme in piazza tutte quelle vertenze che resistono e lottano contro i licenziamenti.

Al contempo diviene sempre più urgente avviare un confronto sull’escalation
repressiva in atto contro i lavoratori in lotta (Fedex, Textprint, Unes …) e contro i movimenti (disoccupati, No-Tav …): un’offensiva a colpi di fogli di via, denunce, arresti e teoremi accusatori di ogni tipo, che ha creato un clima fertile per il barbaro omicidio del nostro compagno Adil lo scorso 18 giugno, e che può essere adeguatamente fronteggiata solo con l’arma della solidarietà di classe, a partire dalla costituzione una cassa di resistenza unitaria a sostegno di tutte quelle lotte colpite dalla repressione.

L’11 ottobre deve diventare il punto di partenza per una vera controffensiva di classe; lo sciopero generale deve essere uno sciopero politico contro il governo Draghi e contro l’utilizzo capitalistico dell’emergenza pandemica:

contro il caro vita e l’aumento delle tariffe;per il rilancio della sanità e la piena tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici;contro l’utilizzo strumentale e antiproletario della campagna vaccinale: no al greenpass, inutile a fronteggiare la pandemia ma utile da un lato a dividere e reprimere i lavoratori, dall’altro a garantire ai padroni la disapplicazione delle misure di prevenzione dal contagio e di tutela della salute sui luoghi di lavoro;per un lavoro di pubblica utilità oppure il salario medio garantito a tutti i disoccupati e le disoccupate; contro il proliferare di contratti precari; per la riduzione generalizzata dell’orario di lavoro, per lavorare tutti e lavorare meno;per la difesa dei contratti collettivi nazionali di lavoro e un aumento generalizzato dei salari più bassi;per il rilancio dell’edilizia popolare e il blocco a tempo indeterminato degli sfratti;
contro le politiche di rapina e devastazione dell’ambiente;per far sì che siano i padroni a pagare i costi della crisi con una drastica progressività delle imposte – 10% sul 10% più ricco;per garantire ai lavoratori immigrati pieno diritto di cittadinanza e cancellare il decreto Salvini;per la piena tutela delle donne lavoratrici, contro ogni forma di discriminazione salariale, di violenza maschile e di sessismo;contro le guerre imperialistiche e per una drastica riduzione delle spese militari a favore della spesa sociale;per costruire una vera rete di collegamento delle lotte in chiave internazionale.

Costruiamo ovunque comitati territoriali di sciopero verso l’11 ottobre

Organizzaimo ovunque picchetti e blocchi della produzione, della distribuzione, dei trasporti e dei servizi pubblici e privati

Il 30 ottobre tutti in piazza a roma contro il G20 dei padroni.

Toccano uno – toccano tutti

(Assunto dall’assemblea con la sola dichiarazione contraria sul punto dell’opposizione al greenpass da parte dello Slai Cobas sc)




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