[ITALIA] Promuoviamo e sosteniamo la mobilitazione nazionale a Napoli. Il 5 novembre tutti e tutte in piazza

2 months ago 40

Guerra, aumento di bollette e prezzi, recessione, precarietà,
licenziamenti e disoccupazione, razionamento dell’acqua in estate e del gas d’inverno, repressione contro chi lotta, crisi climatica con caldo torrido e conseguenti alluvioni, nuove misure di disciplinamento, riarmo generalizzato e miliardi alle spese militari: questo il quadro in cui il nuovo Governo Meloni, legittimato da “una nuova investitura popolare” affonderà altri colpi fatti di lacrime e sangue.

Contrariamente ai piagnistei e al disfattismo di una certa “sinistra”, la recente tornata elettorale in realtà ci consegna un quadro della situazione per molti aspetti inedito: l’aumento dilagante dell’astensione soprattutto nei settori proletari, e per certi versi lo stesso consenso a favore dei 5 stelle nei territori del Sud maggiormente colpiti dalla crisi come forma istintiva di autodifesa contro l’attacco concentrico al reddito di cittadinanza e a tutte le residue tutele sociali, dimostrano come il rifiuto di classe verso le politiche di macelleria sociale portate avanti in questi decenni dai governi di destra, di centro, di sinistra e “tecnici”, sia esteso e diffuso come mai prima d’ora.

Chi vuole realmente porsi l’obbiettivo di rilanciare l’opposizione di classe deve porsi il compito di trasformare questo malessere ancora passivo e silenzioso in mobilitazione, lotta e protagonismo di classe.
La crisi generale e globale del sistema capitalista al Sud ha ricadute ancora più gravi in termini di sfruttamento e miseria, e solo l’unità di classe potrà essere capace di rispondere all’attacco in corso.
Mentre il dibattito attorno al reddito di cittadinanza continua tra gli attacchi di chi vorrebbe eliminarlo e chi lo difende da un punto di vista meramente assistenziale, il governo Draghi ne già ha deciso la revoca per tutti coloro che negli ultimi 10 anni abbiano avuto una sentenza passata in giudicato, privando quindi di questo sostegno minimo migliaia di famiglie, con una logica punitiva e ritorsiva.

Intanto le centinaia di disoccupati che si sono organizzati per rivendicare il salario garantito tramite progetti per il lavoro socialmente necessario hanno proseguito in quasi totale solitudine la lotta e la mobilitazione durante la tutta la campagna elettorale, e, dopo una serie interminabile di rinvii e impegni non mantenuti da parte delle istituzioni, sembra che inizino ad intravvedere finalmente la luce della chiusura della loro vertenza. Una luce che, per non tradursi in un ennesimo abbaglio, necessita, oggi più che mai, del supporto attivo di tutto il movimento di classe, in primis di quelle esperienze di lotta operaia che in questi anni hanno saputo resistere agli attacchi padronali e al clima generale di riflusso.

Conosciamo tutte e tutti la lotta radicale, conflittuale, quotidiana e generale che a Napoli da oramai diversi anni si è sviluppata attorno alla forza del movimento dei disoccupati organizzati che abbiamo sostenuto da sempre e che si è in molteplici occasioni rivelata un prezioso appoggio anche per le lotte e le vertenze dei lavoratori della logistica nel centro-nord. Siamo stati fianco a fianco in tante mobilitazioni, su tutte quella dei lavoratori FedEx, fino a Roma fuori Montecitorio, oltre che nelle battaglie quotidiane a Napoli fuori e dentro i luoghi di lavoro.

La lotta dei disoccupati e delle disoccupate organizzate di Napoli è stata capace di rompere la contrapposizione tra lavoratori occupati e disoccupati, di unire la rivendicazione del salario diretto alle mobilitazioni in difesa dei servizi sociali, di contrastare la contrapposizione, creata ad arte dai padroni e dalle loro istituzioni, tra la difesa del lavoro e la tutela dell’ambiente.
Non è un caso che il SiCobas e il movimento dei disoccupati siano stati negli ultimi anni il principale bersaglio degli attacchi repressivi tra arresti, denunce, processi, multe, avvisi orali e teoremi delle Procure con accuse di associazione per delinquere e di pericolosità sociale.

La forza di questo movimento è non tanto e non solo la costanza della lotta, ma anche e soprattutto la totale autonomia politica da qualsiasi partito borghese e da qualsiasi utilizzo delle mobilitazioni in chiave elettorale e istituzionale.
È questo che fa più paura allo Stato e ai padroni: il messaggio e l’esempio lanciato da questa vertenza a migliaia di proletari e disoccupati condannati a una vita d’inferno nelle periferie abbandonate dallo stato in condizioni di degrado e di miseria estrema, che sia possibile riprendersi il diritto a un salario e a una vita dignitosa con la lotta, rifiutando sia il ricatto della clientela politiche, sia la condanna all’”arte di arrangiarsi”…
Rompere la contrapposizione tra Nord e Sud, rompere la divisione tra lavoratori italiani e immigrati, rafforzare l’unità di classe, essere al fianco dei disoccupati, generalizzare la mobilitazione sociale in questo paese e rafforzare l’unità delle lotte.

Siamo convinti che – anche a seguito dei risultati elettorali del 25 Settembre – la principale opposizione all’attuale corso catastrofico delle cose potrà essere costruita solo dalla mobilitazione e dall’organizzazione dei lavoratori e lavoratrici, occupati e non, precari, giovani, studenti proletari e strati popolari impoveriti dalla crisi; contro il carovita, l’inflazione e la guerra; contro le grandi opere pubbliche inutili e nocive; contro la produzione crescente di sostanze inquinanti; contro la crisi ambientale e climatica; contro la guerra, la propaganda di guerra e lo spettro sempre più tangibile di nuovo, devastante conflitto militare su scala globale.

Invitiamo tutti i lavoratori e le lavoratrici del Si Cobas e di tutte le organizzazioni di base alla massima partecipazione e sostegno concreto alla lotta ed alla mobilitazione.
Per un salario garantito per lavoratori e disoccupati.
Per ridurre l’orario di lavoro a parità di salario.
Per lavorare tutti e lavorare meno!
Per un piano straordinario per il lavoro stabile e a salario pieno, finalizzato alla realizzazione di progetti necessari non al profitto ma ai bisogni sociali!

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