L’odio della rete

1 month ago 10

Ormai gli haters sono fuori controllo. Basta farsi un vaccino per essere minacciati o essere oggetti dei peggiori auguri di morte, ecco come corre l’odio in rete

 "Il mio post a fine turno per chi ancora nega il  Covid" - la RepubblicaFlavio De Cicco, l’infermiere del Monaldi di Napoli sfogatosi sui social

Come abbiamo rimarcato più e più volte in altri articoli: “è bastato un virus per capire quanti odiatori seriali ci sono nel nostro Paese”. Persone che prima del Covid odiavano in proprio, con una sorta di partita iva del livore mentre adesso, in cui il nemico comune da sconfiggere è chi segue le regole, gli odiatori si sono ritrovati in parecchi gruppi Facebook. Nel linguaggio 2.0 si chiamano haters, ma noi preferiamo chiamarli semplicemente imbecilli. L’inglesismo è perfetto per l’informatica ma in alcuni casi, come questo, non rende bene il significato. Per cui è meglio chiamarli con nomi nostrani scongiurando il pericolo di essere fraintesi. Oltre agli effetti fisici che questo dannato virus provoca, ci sono anche quelli causati dall’odio della rete. Danni come gli auguri di morte, la diffamazioni e la diffusione della peggior specie di mala informazione.

Dall’infermiere alla senatrice, l’odio della rete non fa distinzione

Sono di dominio pubblico le offese rivolte all’infermiere di Napoli, Flavio De Cicco, volontario nel reparto Covid, il quale si sfoga su Facebook invitando i giovani a non abbassare la guardia (fonte Napoli Today).

odio in reteGli insulti alla senatrice Liliana Segre, colpevole di essersi vaccinata

Oppure gli insulti rivolti alla senatrice Liliana Segre, colpevole di essersi fatta vaccinare e di aver postato la foto sui social. Ad aggredirla sono stati un uomo di 75 anni di Cagliari e un 40 enne di Viterbo i quali sono stati indagati per diffamazione. L’anziano ha detto che si tratta di «libertà d’espressione» mentre il viterbese ha chiesto scusa.

Arancia Meccanica da social

È difficile ammettere che ci siamo sbagliati, ma la democrazia online è stata un fallimento. Interagire tra persone civili, scambiandosi opinioni differenti senza offese o minacce ci avrebbe migliorati. Tuttavia abbiamo visto che non è possibile uno scambio di idee in questo immenso acquario virtuale, in cui il bullo di turno si comporta come Alex DeLarge dell’Arancia Meccanica e si scaglia con calci e pugni nelle bacheche delle vittime designate. Purtroppo questi odiatori del web non meritano la democrazia, della quale ne abusano rimarcando addirittura una «dittatura» nei loro confronti.

Squadrismo 2.0

Un disagio che corre sulla rete in forma binaria, riversando odio in maniera squadrista su chi la pensa in maniera differente. È il branco a rendere gli odiatori dei perfetti imbecilli. Forti e sicuri di non essere puniti dalla stessa Legge che loro stessi definiscono «corrotta dai poteri forti». Accanirsi su chi crede nel Covid o su chi si vaccina fa riflettere, parecchio.

Preoccupa la costante violenza con cui i covidioti impartiscono regole sanitarie, moltissimi di loro privi di ogni competenza scientifica. Preoccupa anche come un social della portata di Facebook non filtri le minacce di morte, le fake e gli insulti che gli odiatori lanciano contro ignari passanti del web. Sicuramente questo periodo di pandemia verrà scritto sui libri di scuola, insegnando ai futuri alunni che se tutto ciò è passato è grazie alla scienza e non all’odio della rete e no: «Non è andato tutto bene».

L'articolo L’odio della rete proviene da Dossier due punto uno.

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