A Bari è in corso, ormai da settimane, una spietata guerra tra clan rivali che sta mietendo vittime, mafiose e non, sul territorio. Ad affrontarsi sono i membri di due famiglie molto influenti nell’ambito della camorra barese, gli Strisciuglio e i Capriati, che hanno deciso di imbracciare le armi e rispondersi colpo su colpo, gettando nel panico la popolazione. A partecipare attivamente alla faida sono in particolare le giovani leve delle consorterie, che escono allo scoperto con agguati e sparatorie in luoghi pubblici. Mentre si fa il conto dei decessi, delle gambizzazioni e dei ferimenti, questa mattina le forze dell’ordine hanno arrestato 14 persone ritenute legate ai clan. La prossima settimana è attesto in Puglia il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che si incontrerà con i prefetti per fare il punto della situazione.
A inaugurare la scia di azioni violente sul territorio barese era stata, lo scorso 9 aprile, l’esplosione di colpi di pistola in viale della Repubblica, davanti alla sala giochi Play Games. Il bilancio aveva consegnato il ferimento di un 19enne, colpito di striscio alla gamba da almeno 4 proiettili, e il danneggiamento della vetrata del locale, in quel momento molto frequentata. 5 giorni dopo, ha avuto luogo la gambizzazione di un 22enne nelle strade del quartiere Libertà, raggiunto dai colpi sparati da persone armate che viaggiavano a bordo di uno scooter. Il delitto più grave del mese scorso si è però verificato nella notte tra il 18 e il 19 aprile, quando in una discoteca di Bisceglie – il Divine Club – è stato assassinato con un colpo di pistola Filippo Scavo, 43enne di Carbonara considerato contiguo al clan Strisciuglio. Il nome di Scavo compare in numerosi atti investigativi sugli scontri a fuoco fra giovani dei clan locali nei locali notturni, compreso quello che, la notte del 22 settembre 2024, uccise per errore la 19enne Antonella Lopez. Scavo viene citato anche per un episodio avvenuto in un locale di Bari nel marzo 2024, in cui avrebbe fronteggiato Christian Capriati, figlio di Lello Capriati, ucciso il 1° aprile dello stesso anno.
Meno di 24 ore dopo l’omicidio Scavo, è arrivata una dura reazione: il 19 aprile, il 21enne Kevin Ciocca, considerato vicino al clan Capriati, è stato raggiunto da un proiettile a Bari Vecchia. I colpi sono stati esplosi per uccidere, ma il giovane è rimasto solo ferito. La sera del 28 aprile, ancora spari in via Pier l’Eremita, a Bari Vecchia, zona “di confine” tra le aree rispettivamente controllate da Strisciuglio e Capriati: l’obiettivo, a detta di chi indaga, sarebbe riuscito a scappare tra le strade del centro storico, ma a essere ferita – per fortuna non in maniera grave – è stata una donna di 85 anni, colpita di striscio alla fronte mentre si trovava davanti alla porta della sua casa. La scia di sangue, però, non si è interrotta, e il 30 aprile ben 15 colpi esplosi da tre armi diverse – una a canna lunga e due pistole – hanno ucciso il cameriere 62enne Angelo Pizzi, che non aveva problemi con la giustizia. Secondo fonti della Procura di Bari, però, non sarebbe stato colpito per errore: i tre killer a volto coperto lo avrebbero centrato a causa di uno scambio di persona o per intimidire quello che sembra essere il “vero” obiettivo dell’agguato, il titolare del ristorante Vito Amoruso. Quest’ultimo è considerato vicino al clan Capriati.
In una fase storica in cui le mafie perseguono nella loro strategia economica della “sommersione”, è proprio quello delle “guerre” interne l’ambito in cui l’uso della violenza emerge ancora in tutta la sua dirompenza, facendo scattare l’allarme sociale. Così, Bari e Bisceglie stanno annegando giorno dopo giorno in un conflitto aspro che non fa sconti nemmeno a chi non ne è direttamente coinvolto. Per questo, la prossima settimana è atteso in regione il capo del Viminale Matteo Piantedosi, che si riunirà con tutti i prefetti per fare il punto sulle azioni criminali che hanno devastato il territorio. Nel frattempo, a Bari si avvicina la festa di San Nicola, che si terrà dal 7 al 9 maggio, nella cui cornice si temono altri feroci scontri. Forse anche per questo motivo, stamane è andata in scena un’operazione congiunta della Questura di Bari e dei carabinieri del Comando provinciale della BAT (Barletta-Andria-Trani), che ha portato all’arresto o il fermo di 14 esponenti delle famiglie Strisciuglio e Capriati. Oltre all’esecuzione delle misure cautelari, le forze dell’ordine stanno conducendo vaste perquisizioni nei confronti di persone considerate contigue alla camorra barese.
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