Nucleare in crisi, il governo francese deve soccorrere Edf
Lo Stato finanzierà un aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro, dopo aver imposto alla società di vendere l'energia a prezzi calmierati. Ma sui conti pesa anche la chiusura di alcuni reattori
PARIGI - Lo Stato francese corre in soccorso di Edf finanziando un aumento di capitale da 2,1 miliardi di euro, conseguenza delle misure governative per evitare la stangata sulle bollette e dei problemi su alcuni reattori nucleari. L’aumento dei prezzi dell’energia ha creato guadagni per molti produttori di energia, ma il governo francese ha approvato uno scudo tariffario, fissando un tetto al 4% per gli aumenti, costringendo Edf (di cui lo Stato detiene l’84%) a vendere ai suoi concorrenti al di sotto dei livelli di mercato. Ad aggravare la situazione si sono aggiunti i problemi di corrosione riscontrati su alcuni reattori nucleari, ora chiusi per ragioni di sicurezza. Edf aveva già segnalato che quest’anno avrebbe risentito del fatto che la produzione di energia atomica è scesa al minimo su tre decenni.
Il ministro dell’Economia Bruno Le Maire ha spiegato che l’iniezione di capitale statale dovrà raccogliere la cifra complessiva di 2,5 miliardi di euro. Dopo aver registrato un Ebitda in aumento dell’11% nel 2021 a 18 miliardi di euro, le prospettive finanziarie di Edf per il 2022 sono allarmanti. .. >>>>
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