Domenica è una lavoratrice dallo sguardo fiero. La sua malattia invalidante, insorta anni fa proprio mentre lavorava in uno dei reparti produttivi di ST Microelectronics ad Agrate Brianza, non ha infatti intaccato la sua voglia di battersi per la propria condizione lavorativa, già gravemente compromessa.
Prima il riconoscimento dell’invalidità, l’ingresso nelle categorie protette. Poi il trasferimento dalla produzione ad un ruolo impiegatizio, più congeniale alla sua situazione patologica. Fino a qui un percorso lineare seppur drammatico e difficile di chi deve convivere con una disabilità senza veder scalfito il proprio diritto al lavoro.
Domenica quindi diventa un’impiegata, un ruolo che ricopre per due anni con diligenza e spirito di servizio. E dopo due anni e una paziente attesa, Domenica chiede di poter vedersi corrisposto l’inquadramento previsto dalle declaratorie contrattuali per il suo ruolo lavorativo e vedersi quindi parificata ai suoi colleghi, con cui condivide gomito a gomito le giornate e le incombenze.
Un diritto sacrosanto per tutti, tranne che per ST Microelectronics, azienda recentemente vincitrice del premio “Top Employers Italy” consegnato alle aziende dove si lavora meglio. Ma pensa.
In tutta risposta a questa richiesta, a Domenica viene spiegato che deve tornare in produzione, nel reparto dove si è ammalata. Nel reparto dove la medicina del lavoro ha certificato nero su bianco che li non può proprio lavorare. Tra gli impiegati di ST, per Domenica non c’è più posto, ma non solo: viene lasciata a bagnomaria a casa per tre mesi e poi infine le viene comunicato che per lei non c’è proprio più posto in azienda: non trovano posto per una persona invalida, inserita nelle categorie protette, in un azienda che in questo stabilimento occupa 5000 dipendenti.
Aspetta però, visto che la questione di Domenica è finita grazie all’intervento dell’USB brianzola su tutti i giornali locali, l’azienda ritratta parzialmente e dice che per lei c’è un posto libero: o in Campania presso gli stabilimenti di Marcianise e Arzano oppure in Sicilia, a Catania!
Per la nostra organizzazione sindacale non è accettabile che in un’azienda dove metà del capitale della holding è in mano al Ministero dell’Economia e delle Finanze, sia possibile un atteggiamento di questo genere. È necessario, a nostro avviso, un intervento diretto del Ministro Giorgetti.
Per Domenica c’è già stata molta solidarietà sul territorio, delle iniziative di mobilitazione che hanno coinvolto colleghi, cittadini e la politica locale. Se necessario non ci sottrarremo a iniziative pubbliche di carattere nazionale a sostegno di Domenica, perché è per noi necessario affermare il ruolo chiave del pubblico nel sistema produttivo Italiano per garantire occupazione, benessere e sviluppo. Non certo vessazione e discriminazione.
Roma, 8 febbraio 2024
USB – Nazionale
Industria Lavoro Privato

