[UNES] Sciopero dei lavoratori a Milano, ancora violenza poliziesca. Gli operai in picchetto: continua la lotta contro licenziamenti e repressione

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SCIOPERO DEI LAVORATORI UNES IN SCIOPERO A TRUCAZZANO (MI), ANCORA REPRESSIONE

SOLIDARIETÀ CON GLI OPERAI IN LOTTA CONTRO I LICENZIAMENTI, PER LA LIBERTÀ SINDACALE

Ieri notte, ancora sciopero dei lavoratori Unes di Trucazzano (MI) contro licenziamenti e sfruttamento.

E ancora repressione di Stato: il padrone chiama, questura e prefettura rispondono.

Già venerdì scorso, le forze dell’ordine “democratico” erano intervenute con ferocia contro gli operai che esercitano il diritto di sciopero per la difesa delle loro condizioni – la garanzia di un posto di lavoro e del salario per mantenere le loro famiglie – usando semplicemente l’arma del picchetto:

https://www.facebook.com/sicobasmilano/videos/1166892310742439

L’esercizio della forza bruta, addirittura la caccia allo scioperante che sceso dalla propria auto è subito bastonato, sta trasformando l’area del cancello del magazzino in un teatro di guerra dove lo stato “democratico” fa violenza contro gli scioperanti per garantire il profitto del padrone già libero di sfruttare e licenziare i lavoratori.

Se sei un lavoratore licenziato perché sei sindacalizzato devi accettare il provvedimento, a difesa del profitto ogni parvenza di libertà sindacale e diritto allo sciopero scompare: questo è ciò che continua a succedere anche nell’era del governo Draghi – e nei governi che verranno.

Dalla parte dell’Unes e del consorzio che gestisce l’attività di logistica agroalimentare, vi sono personaggi come: Giorgetti il ministro della Lega, quel Pietro Ichino del Partito Democratico già ispiratore delle riforme che hanno peggiorato le condizioni pensionistiche dei lavoratori italiani e del Job’s Act.

È una guerra, classe contro classe, scorre del sangue ad ogni picchetto, ma i signori del potere non potranno arrestare la nostra forza collettiva: li contrasteremo fino alla vittoria.


LICENZIAMENTI LGD DEPOSITO UNES

Comunicato stampa

Milano, 14/10/2021

Abbiamo appena appreso attraverso un articolo apparso su un giornale on line che la cooperativa LGD ha proceduto con i licenziamenti di 40 lavoratori che prestano l’attività lavorativa presso il magazzino UNES di Trucazzano.

I licenziamenti arrivano a seguito delle procedure disciplinari aperte ai danni dei lavoratori “rei” di aver esercitato il diritto di sciopero, per i primi due giorni per contestare i sistematici errori nelle buste paga e i metodi vessatori dei responsabili
in magazzino e successivamente per il reintegro sul posto di lavoro, visto l’allontanamento per sospensione cautelare di 52 lavoratori, circostanza utilizzata unicamente come attacco antisindacale e discriminatorio nei confronti dei lavoratori organizzati e sindacalizzati.

La mediazione richiesta dal S.I. Cobas in Prefettura ha portato all’apertura di una fase di analisi delle differenze riscontrate nei cedolini e di confronto con l’azienda sugli altri aspetti.

Contrariamente a quanto leggiamo, dai tavoli sono emersi effettivamente ammanchi e irregolarità.

Non a caso rappresentare l’azienda in Prefettura il dott. Ichino, giuslavorista sostenitore e ideatore di alcune delle riforme più regressive del mondo del lavoro degli ultimi decenni, tra cui il job’s act e grande oppositore del diritto di sciopero.

Abbiamo approcciato la fase di confronto con le migliori intenzioni e perciò sono state sospese le iniziative di agitazione durante tutta la durata delle discussioni.

Purtroppo mentre da parte nostra si è dimostrata la volontà a dialogare e definire una soluzione conservativa dei posti di lavoro, da parte aziendale il fine unico è stato di imporre con prepotenza un’ammissione di colpa unilaterale dei lavoratori, utile a LGD nei confronti di UNES e soprattutto a scaricare i costi dello sciopero sulle spalle dei propri operai.

Un tale ricatto avrebbe offerto l’occasione al dott. Ichino di impostare un ricorso legale contro i lavoratori per esigere un risarcimento dei danni, chiedendo quindi di pagare a coloro che già sistematicamente erano privati di una parte di retribuzione contrattuale quali maggiorazioni, scatti retributivi, festività etc. Inoltre avrebbe rappresentato la svendita di un diritto costituzionale di fronte alla minaccia di licenziamento senza alternative.

Da parte nostra un compromesso leale si deve basare non sul ricatto, ma sul riconoscimento delle argomentazioni dell’interlocutore nel tentativo semmai di impostare un futuro rapporto basato sull’eliminazione di ruggini precedenti, sulla
correttezza verso i lavoratori e l’utilizzo del dialogo per la risoluzione delle controversie, per questo abbiamo proposto ogni formula sindacale utile a questo scopo.

L’atteggiamento di LGD è ormai evidente, lasciare che i lavoratori scoprano i licenziamenti dalla stampa è l’atteggiamento di chi vuole mettere le mani avanti per non essere colto in fallo, dietro questi attacchi tesi a mostrare gli operai
come criminali si nasconde l’obiettivo economico di sostituirli con altri, non sindacalizzati e dal costo molto più ridotto.

D’altronde davanti alla fame di profitto non contano gli anni passati a spaccarsi la schiena al freddo delle celle frigorifere, la vita degli operai conta meno della merce che lavorano e alla scadenza si aprono le porte della rottamazione.

Il mondo delle cooperative della logistica è noto ai più, proprio grazie a lavoratori come questi che negli ultimi dieci anni si sono mobilitati e organizzati.

Chiediamo la solidarietà di tutti, perchè la nostra lotta non serve solo a noi, ma a tutti coloro che credono nella giustizia sociale e a chi si sente ancora isolato a prendere coraggio.

Uniti siamo tutto.

S.I. Cobas Milano




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