
Vittorio Sgarbi assolto per insufficienza di prove
Insufficienza di prove. Vittorio Sgarbi è stato assolto dal reato di ricettazione riguardante la cattura di San Pietro di Rutilio Manetti, un’opera del ‘600 rubata nel castello di Buriasco (Torino) nel 2013 finita nella collezione del critico d’arte e politico.
Il Tribunale di Reggio Emilia ha dunque ritenuto non sufficienti le prove raccolte dal nucleo di tutela dei beni culturali dei carabinieri, che si era attivato dopo un’inchiesta di Report e del Fatto Quotidiano del 2023.
D'altronde il dibattimento non ha aggiunto nulla di nuovo: gli avvocati di Sgarbi avevano, infatti, scelto il rito abbreviato che non prevede la raccolta di ulteriori prove o nuove testimonianze.
Le motivazioni saranno rese pubbliche tra 45 giorni. “Attendiamo di leggerle per valutare un possibile ricorso”, dichiara il procuratore di Reggio Emilia Gaetano Paci che aveva chiesto una condanna a tre anni e quattro mesi.
Il prezioso dipinto, per quanto a nostra conoscenza, dovrebbe comunque essere riconsegnato all’iniziale proprietaria, la signora Margherita Buzio.
“È un fatto incontestabile che l’opera di Sgarbi e quella sottratta alla mia assistita fossero la stessa”, dichiara l’avvocato della Buzio.
Per i legali di Vittorio Sgarbi, invece, si tratta di una “macchina del fango contro un cittadino innocente”.
A prescindere dalla sentenza o da un eventuale giudizio di secondo grado resta il fatto che il collezionista Sgarbi, all’epoca dell’inchiesta di Report sottosegretario alla Cultura, possedeva un’opera rubata, fatto di evidente e incontestabile interesse pubblico.
3 weeks ago
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